Le 4 cose da ricordare se soffri di attacchi di panico

Nei racconti delle persone che descrivono gli episodi di attacchi di panico è sempre presente:

  1. il verificarsi all’improvviso come un fulmine a ciel sereno “ero tranquillo e rilassato a leggere un libro e improvvisamente ho avvertito un forte battito cardiaco e una sudorazione improvvisa”, “non avevo nessun pensiero, non stavo pensando a nulla e non so perché ha iniziato a mancarmi l’aria
  2. La sensazione di poter morire da un momento all’altro “mi sentivo morire…la tachicardia, i tremori e il formicolio al braccio…pensavo di avere un infarto
  3. La sensazione di perdere il controlloin fila nel traffico ho avuto l’attacco di panico e la mia paura più grande era di non riuscire a controllare l’auto
  4. Il pensiero che possa perdere la coscienza e necessitare di un soccorso urgente.

Se tu hai mai provato un attacco di panico…sai di cosa parlo!

Se tu hai provato l’attacco di panico, ascolta bene questi miei consigli:

  1. Sappi innanzitutto che anche se le sensazioni sono terribili mai nessuno è morto per un attacco di panico…NON STAI MORENDO, NE’ PUOI MORIRE PER UN ATTACCO DI PANICO.
  2. L’esordio è rapido e immediato, ma l’attacco dura in genere pochi minuti e come è venuto rapidamente altrettanto rapidamente se ne andrà.
  3. Cerca per quanto possibile di non perdere il controllo. Aiutato con degli esercizi di respirazione. Respira lentamente e regolarmente.
  4. Sgombra la tua mente. Se la tua mente è inondata da pensieri terribili, interrompili immediatamente con dei trucchetti immediati come ad esempio contare ininterrottamente o facendo venire in mente un’immagine per te rassicurante o un simbolo che abbia il potere di darti forza e tranquillità.

Condivi questo articolo se può aiutare qualcuno a stare meglio.

Conosci l’attenzione selettiva? Sapere cos’è ti aiuterà a sentirti meno ansioso.

Hai mai sentito parlare di attenzione selettiva? In questo articolo ti spiego di cosa si tratta e come questa può incidere negativamente nel circolo vizioso dell’ansia.

Con l’attacco di panico, il corpo diventa il protagonista principale, il teatro dove si verifica una scarica energetica di grandi proporzioni. Ed il corpo rimane l’oggetto principale del ricordo dell’esperienza, ossia le persone non ricordano cosa stavano esattamente pensando quando si è verificato, ma ricordano cosa hanno provato in quel momento: tremori, tachicardia, stordimento, senso di svenimento, brividi, sensazione di asfissia, paura di perdere il controllo o di morire e tutta la gamma di sensazioni corporee sgradevoli che chi ha avuto un attacco di panico conosce bene.

Quando è avviene l’attacco di panico, la persona presta attenzione in modo “selettivo” al proprio corpo al fine di cogliere i primi segnali di ansia.

Ad esempio, si concentra sulla respirazione per verificare se respira bene e se ha abbastanza aria. Queste persone etichettano l’affanno e la mancanza di aria come segni di soffocamento. Per evitare di morire soffocati respirano profondamente e controllano il proprio respiro per prevenire le conseguenze temute. In realtà, facilitano così i sintomi dell’iperventilazione come capogiri, fenomeni dissociativi, aumento della mancanza di respiro.

Se l’idea era quella di prevenire un attacco di panico, in realtà attiva egli stesso i sintomi dell’ansia.

Le conseguenze negative dell’attenzione selettiva al proprio corpo sono:

  1. vivere in uno stato di continua tensione ed allerta
  2. ti concentri sul tuo corpo
  3. non sei attento a ciò che ti circonda
  4. percepisci sensazioni che in realtà non avvertiresti se si concentrassi sul mondo esterno
  5. hai paura dei sintomi che avverti e tendi a pensare alle cose peggiori
  6. attivi e mantieni i circoli del panico

L’attenzione selettiva al proprio mondo interno e alle proprie sensazioni non fa che alimentare il malessere.

Per questo diventa molto importante fare una vera e propria azione di “distrazione” dall’attenzione eccessiva verso i sintomi ed il proprio corpo. Come si può fare questo? Nel modo più svariato:

-puoi iniziare a mettere in ordine alfabetico una serie di riviste

-puoi iniziare a contare partendo da 100 e togliendo 3 numeri alla volta (100-97-94-91 etc…)

-puoi ricercare nell’ambiente che ti circonda tutti gli oggetti con forma rotonda

…insomma puoi trovare tanti modi per “ingannare” la tua mente.

Vedrai che inizierari a sentirti meglio.

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Scopri come l’ansia e l’attacco di panico condizionano la tua vita

Quando sei particolarmente ansioso e hai un attacco di panico finisci per condizionare la tua vita.

Se non sai come uscirne, non fai che peggiorare il tuo malessere.

DIVENTI vittima dei tuoi pensieri non controllati che si trasformano in UNA TRAPPOLA.

Ti senti teso, hai il batticuore e magari non riesci ad addormentarti? Magari puoi vivere tutto questo perché presto diventerai genitori e sta per nascere tuo figlio.

Sei agitato e hai paura di fallire? Forse hai questa paura perché ti stai presentando ad un colloquio di lavoro che è un’occasione importante della tua vita lavorativa.

Non vuoi più passare in una via poco frequentata perché hai troppo paura? Hai letto la cronaca locale e c’era un articolo in cui venivano descritti scippi ed aggressioni che si sono verificate nelle ultime settimane.

Questi sono alcuni esempi che ci mostrano come la paura e l’ansia non necessariamente sono da considerare dannosi, ma al contrario possono essere stimolanti e positivi per noi.

La paura di fare brutta figura nel colloquio di lavoro ci stimolerà a non abbassare la guardia e a mostrare agli altri il lato migliore di noi stessi.

Ti agita passare per quella via dove si sono verificate le aggressioni? Bene forse avremo evitato la possibilità reale di subire un’aggressione.

Queste ansie e queste paure sono nostre alleate e dobbiamo imparare ad accettarle come tali.

Quando, invece, ansie e paure sono dannose per il nostro benessere psicofisico?

Le paure che possono scatenarsi in seguito possono davvero essere tante proprio perché ognuno porta con sé il proprio vissuto soggettivo e la propria situazione personale.

Lorena teme di stare male nei luoghi affollati. Marco ha paura di morire. Tonino teme di essere gravemente malato. Anna non vuole più uscire da sola. Francesca ha paura di viaggiare. Tiziana ha paura di essere giudicata e considerata debole.

Qualunque sia la paura che sopraggiunge dopo, limiterà fortemente la loro vita. Impatterà negativamente sulla loro indipendenza e autonomia e sulla qualità della loro vita. Impatterà sulle relazioni con le persone che stanno loro accanto che non sanno come essere d’aiuto o sbagliano nel loro modo di aiutare.

Lorena non vuole più andare nelle discoteche a scaricare la sua spensieratezza di ventenne. Marco pensa che potrebbe morire improvvisamente lasciando moglie e figli…chi provvederebbe a loro? Tonino cerca in tutti i modi di trovare da qualche parte del suo corpo, nascosta chissà dove quella cellula maledetta impazzita. Anna ha costretto il suo compagno ad essere la sua ombra, non potrebbe vivere senza. Tiziana sa che non ha nessuna malattia fisica, ma è debole, senza spina dorsale, incapace di controllare i suoi nervi.

Immagini quali altri neri pensieri offuscheranno la mente di queste persone? Immagini come ci si possa sentire?

Non accettare passivamente di subire la tua ansia che condiziona negativamentele tua vita ed il tuo benessere psicofisico.

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Oddio che stress!!!

Hai mai pensato quanti stimoli, nella vita di tutti i giorni, possono essere percepiti come minacciosi o pericolosi e che scatenano risposte di attacco-fuga sovrastimolando l’amigdala?

La conseguenza è quella di attivare ansia e panico a causa della vita troppo frenetica e veloce che richiede sottopone le persone a continue pressioni fisiche ed emotive.

Ci confrontiamo con richieste ed esigenze familiari, lavorative e sociali che non fanno che aumentare il nostro carico di stress. Non abbiamo neanche il tempo di riflettere per quello ci accade attorno e poi all’improvviso, dopo aver accumulato, crolliamo e l’ansia ci assale.

Uno stillicidio continuo di stimoli stressanti di cui non ce ne rendiamo conto:

  • ricevere e rispondere a molte mail, telefonate o sms
  • stare per lungo tempo davanti al PC
  • passare tanto tempo con i videogiochi
  • dover eseguire molti compiti contemporaneamente
  • avere un capo o un lavoro molto richiedente
  • parlare in pubblico
  • essere bloccati nel traffico
  • pensare alla lista di cose da fare
  • preoccupazioni economiche
  • non dormire abbastanza
  • non mangiare in modo sano
  • condurre una vita poco regolare

Sono alcuni esempi degli stimoli quotidiani ai quali siamo esposti tutti noi e che ci rendono più suscettibili all’ansia.

Condividi se pensi che non ci rendiamo conto quanto ogni giorno siamo continuamente sollecitati.

Conosci la differenza tra ansia, paura, panico, fobia panico ed angoscia?

Ci capita spesso di usare indistintamente parole come ansia, paura, fobia, panico ed angoscia come se fossero interscambiabili.

In realtà, per quanto nell’uso comune vengono utilizzate anche in modo spropositato, esse hanno un significato diverso.

Immagina davanti a te un leone, a meno che non sei sprezzante del pericolo, l’emozione che provi è la paura.

La paura, infatti, è uno stato emotivo legato per lo più ad un evento specifico esterno a noi (il leone, appunto).

Se, al posto del leone re della foresta ti trovi davanti un gattino che al massimo può solo graffiarti e tu fuggi a gambe levate, allora hai una fobia per i gatti!

Dunque, la paura diventa fobia quando è sproporzionata rispetto allo stimolo che l’ha indotta.

Per ansia si intende, invece, uno stato emotivo legato ad eventi, emozioni interne conflittuali.

Puoi provare ansia per un esame scolastico o un esame clinico. Puoi provare ansia se sei messo di fronte ad una scelta che non riesci a fare, tanto per fare qualche esempio.

Il panico è un allarme che scatta in risposta ad uno stimolo interno all’organismo, uno stimolo che viene percepito come un pericolo in noi stessi e nelle nostre funzioni vitali. Così di fronte ad un attacco cardiaco o un attacco asmatico grave possiamo sperimentare panico.

L’angoscia è uno stato di ansietà elevata con accenti depressivi. È uno stato d’animo che viene avvertito come molto intenso e doloroso.

L’angoscia è più subdola della “semplice” ansia, in quanto è molto più inquietante e paralizzante.

Puoi provare angoscia in un determinato momento della vita quando più problematiche non sono risolte (per esempio quando contemporaneamente emergono insoddisfazione lavorativa, familiare ed economica) o in seguito ad eventi traumatici come la malattia dall’esito incerto di una persona a noi vicina.

Avere consapevolezza di della differenza tra ansia, panico, paura ed angoscia vuol dire affrontare il malessere con il piede giusto.

Se ritieni che questo articolo possa essere d’aiuto a chi soffre di questi malesseri, diffondi e condividi con i tuoi amici e le persone care che si possono trovare in difficoltà.