Rilassati! Ti spiego perchè è importante conoscere una tecnica di rilassamento…

Scegli pure la tecnica di rilassamento che vuoi, ma impara come poter ottenere uno stato di rilassamento ogni volta che lo desideri.

Se soffri di attacchi di panico è importante padroneggiare una tecnica che può aiutarci a rilassare.

In questo articolo ti spiego perchè è importante il rilassamento.

LE SENSAZIONI FISICHE COME LA TACHICARDIA, LA PALPITAZIONE, IL SENSO DI OTTUNDIMENTO ALIMENTANO IL CIRCOLO VIZIOSO DEL RIPETERSI NUOVAMENTE L’ATTACCO DI PANICO.

Ciò accade perchè quando hai un attacco di panico ti concentri solo sui sintomi fisici e non riesci a distogliere l’attenzione da essi, rilassandoti.

Sappiamo bene che la mente influenza tramite i pensieri il corpo. Può, ad esempio, interpretare e dare un significato negativo ad un evento, ad una situazione e, quindi, può scatenare i sintomi fisici di stress ed oppressione con tachicardia, respiro affannoso, confusione e via dicendo.

E’ altrettanto vero che anche il corpo, o meglio tramite quello che noi percepiamo dal nostro corpo diamo seguito a pensieri ed emozioni positive o negative.

In parole molto semplici, se il mio corpo vive un’esperienza spiacevole io avrò pensieri negativi e di stress, mentre al contrario se il mio corpo avverte un’esperienza positiva io avrò pensieri piacevoli e di rilassatezza.

Quindi tramite il corpo posso mandare segnali positivi alla mia mente. E come realizzo tutto ciò? Tramite, appunto, il rilassamento.

Tante sono le tecniche di rilassamento corporeo: iscriviti ad un corso di yoga, impara a padroneggiare la respirazione, apprendi la mindfulness, impara il training autogeno…insomma qualunque sia la tecnica non potrai che trarne grande beneficio.

Se vuoi condividere la tua esperienza, condividi una tecnica di rilassamento che possa essere d’aiuto anche agli altri.

Le regole da seguire se vuoi aiutare chi ha un attacco di panico

Spesso capita che veder soffrire il proprio partner, amico o parente durante un attacco di panico porta a volerlo aiutare, ma nello stesso tempo non si sa che fare.

Chi sta accanto ed è emotivamente vicino a chi ha un attacco di panico ha tutte le buone intenzioni di volerlo aiutare, ma non sta vivendo le sue stesse emozioni ed il suo stesso stato d’animo. Non sa esattamente cosa gli sta succedendo! Diventa, così, importante sapere come ci si deve comportare non solo quando si verifica l’attacco di panico, ma anche cosa fare dopo.

Se hai assistito da spettatore all’episodio di attacco di panico, so che sei rimasto turbato. Ma non trasformare il suo panico nella tua ansia. Ti indicherò chiari e semplici consigli.

Innanzitutto ricorda che la crisi di panico si esaurisce nell’arco di alcuni minuti e, in genere non dura più di mezz’ora.

Gli attacchi di panico portano il corpo a un livello di picco di eccitazione che fa sentire l’individuo come se perdesse il controllo di sé. La mente si sta preparando a una falsa lotta o a una fuga, costringendo il corpo della presunta vittima a scappare dal pericolo percepito, che sia reale o meno.

Per quando vedere il tuo caro in quelle condizioni ti possa allarmare, tranquillizzati: non c’è pericolo di morte ma sappi che sta davvero male.

  • La prima cosa importante è trasmettergli che TU NON HAI PAURA, NON SEI SPAVENTATO.
  • Parlale in un modo rassicurante e  deciso. Sii preparato alla possibilità che l’individuo cerchi di fuggire. E’ di estrema importanza che tu riesca a mantenere la calma. Chiedigli di stare fermo, ma non afferrarlo, non tenerlo o non trattenerlo mai, neppure delicatamente. Oppure invitalo a muoversi o a fare una passeggiata con te. Questo ovviamente dipende dal contesto in cui avviene l’attacco di panico. Magari, se vi trovate a casa distrailo con un compito su cui può indirizzare la sua attenzione.
  • Ricorda di non banalizzare il tutto con frasi del tipo “non ti preoccupare, non è nulla”, “è tutto nella tua mente” o “stai esagerando“, rischi che chiuda i canali di comunicazione con te e si isoli.La paura è molto reale in quel momento e il meglio che puoi fare è aiutarle a fronteggiarla minimizzare o respingere la paura in qualche modo può peggiorare l’attacco di panico. Basta dire “OK” e passare alla respirazione.
  • Incoraggialo a provare a controllare la respirazione. Riacquistare il controllo della sua respirazione contribuirà a eliminare i sintomi e aiuterà a calmarli.

Molte persone prendono brevi e rapidi respiri quando sono nel panico e alcune trattengono il fiato. Questo riduce l’apporto di ossigeno che causa l’accelerazione cardiaca. Utilizza una delle tecniche seguenti per contribuire a portare la loro respirazione alla normalità:

-Prova a chiedergli di contare quante volte inspira e quante espira.

-Fallo respirare in un sacchetto di carta, alternando circa 10 respiri dentro e fuori dal sacchetto, seguiti da respirazione senza sacchetto per 15 secondi.

-Fai in modo che inspiri dal naso ed espiri dalla bocca, come per gonfiare un palloncino. Fallo insieme a lui.

  • Se vi trovate in un posto pubblico,assicurati che la gente intorno stia lontana. Anche se non lo fanno intenzionalmente, non farebbero altro che peggiorare la situazione.

Portala fuori se l’attacco di panico è iniziato in un luogo affollato o rumoroso. Ha bisogno di rilassarsi e uscire all’aperto.

  • Nella vita di tutti i giorni, nella quotidianità, evita di criticare e di trattarlo come un bambino, non ne ha bisogno.

Devi stimolare la sua autonomia:

  • non creargli un guscio protettivo attorno, deve essere protagonista della sua vita…anche nel disagio
  • non renderti complice delle sue limitazioni o delle sue paure (come evitare di uscire perché forse potrebbe star male)
  • dai una disponibilità limitata: se lo accompagni ovunque e sempre, sarà dipendente da te in tutto e per tutto.
  • non dare potere al panico mettendo in atto schemi di risposta che intrappolano lo stile di vita tuo e suo (del tipo “ti chiamo 5 volte al giorno per sapere se stai bene”)
  • non rendere cronico questo malessere: guardatevi intorno e studiate insieme come uscirne, quali cure affrontare, quale percorso seguire. Incoraggiala a chiedere aiuto ad un esperto.

Seguendo questi consigli non rimarrete vittima di schemi inappropriati di soluzione al problema e saprete vivere la vostra relazione in modo più sereno.

Sapete che non c’è una vittima ed un carnefice, ma solo persone che devono affrontare un malessere per non avere impatti negativi sulla loro vita.

Conosci l’attenzione selettiva? Sapere cos’è ti aiuterà a sentirti meno ansioso.

Hai mai sentito parlare di attenzione selettiva? In questo articolo ti spiego di cosa si tratta e come questa può incidere negativamente nel circolo vizioso dell’ansia.

Con l’attacco di panico, il corpo diventa il protagonista principale, il teatro dove si verifica una scarica energetica di grandi proporzioni. Ed il corpo rimane l’oggetto principale del ricordo dell’esperienza, ossia le persone non ricordano cosa stavano esattamente pensando quando si è verificato, ma ricordano cosa hanno provato in quel momento: tremori, tachicardia, stordimento, senso di svenimento, brividi, sensazione di asfissia, paura di perdere il controllo o di morire e tutta la gamma di sensazioni corporee sgradevoli che chi ha avuto un attacco di panico conosce bene.

Quando è avviene l’attacco di panico, la persona presta attenzione in modo “selettivo” al proprio corpo al fine di cogliere i primi segnali di ansia.

Ad esempio, si concentra sulla respirazione per verificare se respira bene e se ha abbastanza aria. Queste persone etichettano l’affanno e la mancanza di aria come segni di soffocamento. Per evitare di morire soffocati respirano profondamente e controllano il proprio respiro per prevenire le conseguenze temute. In realtà, facilitano così i sintomi dell’iperventilazione come capogiri, fenomeni dissociativi, aumento della mancanza di respiro.

Se l’idea era quella di prevenire un attacco di panico, in realtà attiva egli stesso i sintomi dell’ansia.

Le conseguenze negative dell’attenzione selettiva al proprio corpo sono:

  1. vivere in uno stato di continua tensione ed allerta
  2. ti concentri sul tuo corpo
  3. non sei attento a ciò che ti circonda
  4. percepisci sensazioni che in realtà non avvertiresti se si concentrassi sul mondo esterno
  5. hai paura dei sintomi che avverti e tendi a pensare alle cose peggiori
  6. attivi e mantieni i circoli del panico

L’attenzione selettiva al proprio mondo interno e alle proprie sensazioni non fa che alimentare il malessere.

Per questo diventa molto importante fare una vera e propria azione di “distrazione” dall’attenzione eccessiva verso i sintomi ed il proprio corpo. Come si può fare questo? Nel modo più svariato:

-puoi iniziare a mettere in ordine alfabetico una serie di riviste

-puoi iniziare a contare partendo da 100 e togliendo 3 numeri alla volta (100-97-94-91 etc…)

-puoi ricercare nell’ambiente che ti circonda tutti gli oggetti con forma rotonda

…insomma puoi trovare tanti modi per “ingannare” la tua mente.

Vedrai che inizierari a sentirti meglio.

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