Spesso capita che veder soffrire il proprio partner, amico o parente durante un attacco di panico porta a volerlo aiutare, ma nello stesso tempo non si sa che fare.

Chi sta accanto ed è emotivamente vicino a chi ha un attacco di panico ha tutte le buone intenzioni di volerlo aiutare, ma non sta vivendo le sue stesse emozioni ed il suo stesso stato d’animo. Non sa esattamente cosa gli sta succedendo! Diventa, così, importante sapere come ci si deve comportare non solo quando si verifica l’attacco di panico, ma anche cosa fare dopo.

Se hai assistito da spettatore all’episodio di attacco di panico, so che sei rimasto turbato. Ma non trasformare il suo panico nella tua ansia. Ti indicherò chiari e semplici consigli.

Innanzitutto ricorda che la crisi di panico si esaurisce nell’arco di alcuni minuti e, in genere non dura più di mezz’ora.

Gli attacchi di panico portano il corpo a un livello di picco di eccitazione che fa sentire l’individuo come se perdesse il controllo di sé. La mente si sta preparando a una falsa lotta o a una fuga, costringendo il corpo della presunta vittima a scappare dal pericolo percepito, che sia reale o meno.

Per quando vedere il tuo caro in quelle condizioni ti possa allarmare, tranquillizzati: non c’è pericolo di morte ma sappi che sta davvero male.

  • La prima cosa importante è trasmettergli che TU NON HAI PAURA, NON SEI SPAVENTATO.
  • Parlale in un modo rassicurante e  deciso. Sii preparato alla possibilità che l’individuo cerchi di fuggire. E’ di estrema importanza che tu riesca a mantenere la calma. Chiedigli di stare fermo, ma non afferrarlo, non tenerlo o non trattenerlo mai, neppure delicatamente. Oppure invitalo a muoversi o a fare una passeggiata con te. Questo ovviamente dipende dal contesto in cui avviene l’attacco di panico. Magari, se vi trovate a casa distrailo con un compito su cui può indirizzare la sua attenzione.
  • Ricorda di non banalizzare il tutto con frasi del tipo “non ti preoccupare, non è nulla”, “è tutto nella tua mente” o “stai esagerando“, rischi che chiuda i canali di comunicazione con te e si isoli.La paura è molto reale in quel momento e il meglio che puoi fare è aiutarle a fronteggiarla minimizzare o respingere la paura in qualche modo può peggiorare l’attacco di panico. Basta dire “OK” e passare alla respirazione.
  • Incoraggialo a provare a controllare la respirazione. Riacquistare il controllo della sua respirazione contribuirà a eliminare i sintomi e aiuterà a calmarli.

Molte persone prendono brevi e rapidi respiri quando sono nel panico e alcune trattengono il fiato. Questo riduce l’apporto di ossigeno che causa l’accelerazione cardiaca. Utilizza una delle tecniche seguenti per contribuire a portare la loro respirazione alla normalità:

-Prova a chiedergli di contare quante volte inspira e quante espira.

-Fallo respirare in un sacchetto di carta, alternando circa 10 respiri dentro e fuori dal sacchetto, seguiti da respirazione senza sacchetto per 15 secondi.

-Fai in modo che inspiri dal naso ed espiri dalla bocca, come per gonfiare un palloncino. Fallo insieme a lui.

  • Se vi trovate in un posto pubblico,assicurati che la gente intorno stia lontana. Anche se non lo fanno intenzionalmente, non farebbero altro che peggiorare la situazione.

Portala fuori se l’attacco di panico è iniziato in un luogo affollato o rumoroso. Ha bisogno di rilassarsi e uscire all’aperto.

  • Nella vita di tutti i giorni, nella quotidianità, evita di criticare e di trattarlo come un bambino, non ne ha bisogno.

Devi stimolare la sua autonomia:

  • non creargli un guscio protettivo attorno, deve essere protagonista della sua vita…anche nel disagio
  • non renderti complice delle sue limitazioni o delle sue paure (come evitare di uscire perché forse potrebbe star male)
  • dai una disponibilità limitata: se lo accompagni ovunque e sempre, sarà dipendente da te in tutto e per tutto.
  • non dare potere al panico mettendo in atto schemi di risposta che intrappolano lo stile di vita tuo e suo (del tipo “ti chiamo 5 volte al giorno per sapere se stai bene”)
  • non rendere cronico questo malessere: guardatevi intorno e studiate insieme come uscirne, quali cure affrontare, quale percorso seguire. Incoraggiala a chiedere aiuto ad un esperto.

Seguendo questi consigli non rimarrete vittima di schemi inappropriati di soluzione al problema e saprete vivere la vostra relazione in modo più sereno.

Sapete che non c’è una vittima ed un carnefice, ma solo persone che devono affrontare un malessere per non avere impatti negativi sulla loro vita.

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